L’acido erucico è un acido grasso omega-9 monoinsaturo ed è contenuto come gliceride nei semi oleosi di Brassicaceae, quali colza e senape in particolare, ma anche in altri alimenti (cavolo, broccoli, pesci grassi e olio di fegato di merluzzo). In Europa i tenori massimi di acido erucico negli alimenti sono attualmente stabiliti dal Regolamento (UE) n 696/2014 del 24 giugno 2014 che modifica il Regolamento (CE) 1881/del 19 dicembre 2006.

 

Attualmente, l'olio di colza viene utilizzato a livello globale e rappresenta l'ingrediente che ha riscosso la maggiore attenzione come fonte di acido erucico nelle filiere alimentari. Lo si trova soprattutto nella produzione di confezionati o preconfezionati (biscotti, prodotti surgelati, precotti etc.), in molti preparati alimentari per lattanti e alimenti di proseguimento e anche come ingrediente in alcuni mangimi per animali da allevamento.

 

A seguito degli effetti dannosi osservati sugli animali da laboratorio dovuti al consumo di elevate quantità di acido erucico (alcuni oli vegetali contengono circa il 30-50% degli acidi grassi totali), sono state selezionate altre specie ibride a più basso contenuto di acido erucicogeneralmente al di sotto dello 0,5%.

 

Nel 1976 l'UE ha fissato i tenori massimi di acido erucico come contaminante in oli e grassi vegetali, e in alimenti contenenti oli vegetali e grassi aggiunti tra gli ingredienti. Inoltre i tenori massimi specifici per il latte artificiale e il latte di proseguimento sono stati fissati a cinque volte meno di quello per altri alimenti. All'EFSA è stata chiesta una nuova valutazione dei rischi nel contesto di una revisione di questi tenori massimi.

 

Quali rischi per la salute

 

Test condotti su animali evidenziano che l'ingestione di oli contenenti acido erucico può portare nel corso del tempo a una malattia del cuore chiamata lipidosi del miocardio. La patologia è temporanea e reversibile. Altri effetti potenziali osservati negli animali - incluse variazioni di peso del fegato, dei reni e del muscolo scheletrico - si verificano a dosi lievemente superiori.

Sulla base di queste informazioni, gli esperti del gruppo scientifico EFSA sui contaminanti nella catena alimentare hanno stabilito una dose giornaliera tollerabile di 7 mg/kg di peso corporeo (mg/kg p.c.) al giorno.

 

Bambini forti consumatori

 

Nelle diverse fasce d’età l'esposizione media del consumatore varia da 0,3 a 4,4 mg/kg di peso corporeo al giorno. Ma tra i consumatori con esposizione più elevata, i neonati e altri bambini potrebbero essere esposti sino a un massimo di 7,4 mg/kg di p.c. al giorno. Gli esperti hanno rilevato, tuttavia, di aver probabilmente sovrastimato tale rischio per tenere conto dei limiti nelle informazioni scientifiche disponibili.

Per la maggior parte dei consumatori, soprattutto quelli più piccoli (1-2 anni) e gli altri bambini (3-10 anni), i principali contributori all’esposizione all’acido erucico nella dieta sono dolci, torte e biscotti. Per i neonati (0-12 mesi), la fonte principale è il latte artificiale.

 

 

Fonti

http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2429_allegato.pdf

http://www.efsa.europa.eu/it/press/news/161109