Il Ministero della Salute ha trasmesso alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed alla Conferenza delle Regioni il nuovo Piano nazionale di contrasto all’antimicrobico-resistenza 2017-2020 (PNCAR), con l’auspicio che il documento – che detta le strategie e i programmi per fare fronte a quella che, nel nostro Paese più che in altri, rischia di diventare una vera e propria emergenza sanitaria – possa essere messo all’ordine del giorno della prima riunione utile della Conferenza per l’intesa.

Le principali azioni da realizzare secondo il Piano nazionale di contrasto dell’Antimicrobico resistenza 2017-2020 sono sorveglianza, prevenzione e controllo delle infezioni da microrganismi resistenti, comprese quelle correlate all’assistenza sanitaria; uso appropriato e sorveglianza del consumo di antibiotici, con una riduzione dell’impiego entro il 2020 superiore al 10% in ambito territoriale e oltre il 5% in ambito ospedaliero e un taglio oltre il 30% nel settore veterinario (rispetto ai livelli 2016). Potenziamento dei servizi diagnostici di microbiologia, con il 100% delle regioni attrezzate alla sorveglianza e un numero di laboratori adeguato a seconda della popolazione; formazione degli operatori sanitari, educazione della popolazione e ricerca mirata.

 

Fonte:

http://www.fnovi.it/node/46997

http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=53481

 

Sono state pubblicate le Guide Europee alle buone pratiche relative al trasporto di bovini, ovini, equini, suini e pollame. Le Guide forniscono consigli pratici per assicurare il benessere degli animali durante il trasporto.

 

Nel quadro del progetto finanziato dalla Commissione Europea “Animal Transport Guides”, le Guide sono state realizzate da un consorzio che comprende istituti di ricerca di 10 Paesi e organizzazioni di portatori di interesse. Per l’Italia sono parte del consorzio l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise “G. Caporale” e il Centro Ricerche Produzioni Animali di Reggio Emilia. I principali gruppi europei dell’agro-alimentare, della veterinaria, del trasporto su strada e del benessere animale hanno fornito indicazioni per la realizzazione delle Guide.

 

Garantire il benessere degli animali durante il trasporto è nell’interesse di tutti gli operatori del settore: gli allevatori che spediscono animali vedono il loro lavoro rispettato, i trasportatori ottimizzano tempo e denaro mentre gli operatori economici che ricevono animali in buone condizioni traggono beneficio dagli standard qualitativi tutelati. L’intera filiera produttiva tiene in alta considerazione i risvolti di natura sociale legati al trasporto animale. D’altra parte, trascurare il benessere degli animali può portare a serie perdite economiche, multe e sanzioni amministrative.

 

Fonte:

http://www.izs.it/IZS/Guide_Pratiche_Europee_per_il_trasporto_animale

 

Il Ministero della Salute, al fine di una corretta gestione del pericolo rappresentato dalla presenza generica di E. coli verocitotossico (STEC) e dei suoi particolari sierotipi negli alimenti e per poter dare indicazioni immediate alle Autorità competenti al fine di valutare correttamente i referti analitici dei campionamenti ufficiali per E. coli STEC, ha emesso la nota prot. n. DIGISAN 0030360-P del 21/07/2017 avente ad oggetto “E.coli STEC: applicazione dell’art. 14 del regolamento (CE) 178/2002”.

Tale nota riporta le indicazioni fornite dalla bozza delle linee guida “Draft guidance document on the application of article 14 of regulation (EC) 178/2002 as regards food contaminated with shiga toxin-producing Escherichia coli STEC” (discusse da tempo in sede di Commissione Europea, ma non ancora approvate) ed il parere richiesto all’Istituto Superiore di Sanità (già laboratorio di riferimento europeo per E. coli, compresi i STEC), che il Ministero della Salute ritiene possano fornire una guida valida da utilizzare nella gestione della problematica.

La bozza di linee guida della Commissione Europea sull'applicazione dell'articolo 14 del reg.CE 178/2002 alla gestione del rischio per STEC definisce chiaramente che non dovrebbero essere prese in considerazione le positività presunte o presuntive per STEC ai fini dell'applicazione di misure restrittive, ma solamente le positività con isolamento del ceppo di E.coli recante almeno i geni codificanti le Shiga tossine (Stx). 

L'ISS reputa che tale approccio possa contribuire a ridurre le possibilità di contenzioso legale dovute a positività presuntive di STEC negli alimenti, non considerate sufficienti per l'adozione di misure correttive.

 

 

Fonte:

http://www.ceirsa.org/leggitutto.php?idrif=795

 

Si fa seguito alla comunicazione diramata dalla Commissione europea circa il coinvolgimento dell'Italia nella distribuzione delle uova o da derivati (ovoprodotti) contaminate da fipronil.

Dai riscontri incrociati, effettuati dal Ministero della Salute, tra le liste di aziende coinvolte e di quelle che hanno spedito prodotti in Italia negli ultimi tre mesi, al momento risulta solo, da una segnalazione delle autorità francesi, pervenuta in data 8 agosto attraverso il RASFF, che un'azienda di tale Paese ha acquistato uova da uno degli allevamenti olandesi interessati e le ha trasformate in ovoprodotti che ha poi venduto anche presso un'azienda italiana.

Su disposizione del Ministero, le autorità sanitarie locali hanno provveduto a porre sotto sequestro la partita, e quindi il prodotto non è stato posto in commercio. Pertanto, ad oggi, non risultano distribuiti al consumo uova o derivati (ovoprodotti) contaminate da fipronil sul territorio nazionale.

Il Ministero della salute, in ogni caso, continua a valutare con attenzione le informazioni relative alla circolazione dei lotti in Europa (anche in considerazione delle nuove segnalazioni sul sistema di allerta comunitario che provengono da Paesi prima non coinvolti), avvalendosi della stretta collaborazione delle autorità sanitarie regionali e dei Carabinieri Nas.

È stato altresì predisposto un piano di campionamenti su uova, ovoprodotti e carni di pollame per la ricerca di fipronil che verrà attuato in via cautelativa, anche in assenza di segnalazioni specifiche.

 

 

Fonte:

http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=3051

 

L’EFSA ha stabilito i quantitativi di riferimento nell’alimentazione per la riboflavina (vitamina B2) nel contesto di un sistematico riesame dei precedenti pareri scientifici sull’assunzione di nutrienti.

 

Sulla base di nuove risultanze scientifiche, il gruppo di esperti scientifici sui prodotti dietetici, la nutrizione e le allergie (NDA) ha deciso di aggiornare i valori dietetici di riferimento per la riboflavina già stabiliti dal Comitato scientifico dell'alimentazione umana nel 1993.

Per i bambini di età compresa tra 7 e 11 mesi, il gruppo ha stabilito un'assunzione adeguata (AI) di 0,4 mg al giorno.

La riboflavina è una vitamina idrosolubile che ha un ruolo importante nel metabolismo energetico e nel funzionamento di vari enzimi. La riboflavina è naturalmente presente in molti alimenti di origine vegetale o animale, compresi latte, prodotti lattiero-caseari, uova e frattaglie.

 

 

 

Fonte:

http://www.efsa.europa.eu/it/press/news/170807

 http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.2903/j.efsa.2017.4919/epdf