Due veterinari dell’Azienda Usl di Modena e un allevatore raccontano norme e requisiti di un settore tra i più importanti in Emilia-Romagna, che conta 4000 allevamenti e oltre 1 milione di animali.

 

L’obiettivo è il benessere dell’animale e questo significa rispetto della normativa ma, soprattutto, garanzia della sicurezza alimentare. Per spiegare requisiti e regole da rispettare nell’allevamento del suino, uno dei settori più importanti in Emilia-Romagna, che conta 4000 allevamenti e 1,1 milione di animali, con evidenti risvolti in campo agroalimentare, la Regione Emilia-Romagna (area sanità veterinaria del Servizio prevenzione collettiva e sanità pubblica) ha realizzato un video che mette al centro questo aspetto dell’allevamento e la sua gestione nel complesso, in particolare negli allevamenti intensivi.

 

 

Fonte:

http://www.alimenti-salute.it/benessere-allevamento-intensivo-suini/

 

I Campylobacter termotolleranti (Campylobacter jejuni, Campylobacter coli) sono i batteri che costituiscono la causa più frequente di infezioni gastrointestinali nei Paesi sviluppati. Nel 2015 nell’Unione Europea sono stati riportati 229.213 casi umani confermati di campilobatteriosi.

 

 

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie ha realizzato un progetto di ricerca finalizzata finanziato dal Ministero della Salute (RF 2009 – 1504288) con l’obiettivo di isolare le batteriocine, peptidi generati da batteri dotati di attività inibitoria nei confronti di ceppi batterici diversi dal ceppo produttore, che potrebbe rivelarsi una valida alternativa all’utilizzo degli antibiotici in ambito veterinario.

L'obiettivo è quello di isolare le batteriocine prodotte da batteri lattici commensali e valutare la loro efficacia nell’inibizione di Salmonella spp e Campylobater jejuni.

 

 

Fonte

http://www.izsvenezie.it/batteriocine-alternativa-antibiotici-campylobacter/

 

Un nuovo rapporto europeo “conferma il legame tra consumo di antibiotici e resistenza agli antibiotici, sia negli esseri umani sia negli animali destinati alla produzione alimentare”.

Lo dichiarano ‘Autorità europea per la sicurezza alimentare, l’Agenzia europea dei medicinali e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie che pubblicano nuovi dati sul consumo di antibiotici e sulla resistenza agli antibiotici, e mette in luce la migliorata situazione di sorveglianza in tutta Europa.

 

Una nuova disponibilità di dati, di miglior qualità, ha permesso un’analisi più sofisticata.

Le tre autorità hanno espresso preoccupazione per le conseguenze dell’uso di antibiotici sull’aumento di batteri resistenti agli antibiotici. Vytenis Andriukaitis, commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare, commenta: “Per contenere l’antibiotico-resistenza dobbiamo combattere contemporaneamente su tre fronti: l’uomo, l’animale e l’ambiente. Questo è esattamente ciò che stiamo cercando di realizzare nell’UE e nel mondo con il nostro piano d’azione contro la resistenza agli antimicrobici, varato di recente”.

 

Fonte:

http://www.efsa.europa.eu/it/press/news/170727-0

 

L'acido glutammico è un aminoacido, unità costitutiva delle proteine, prodotto naturalmente nell’organismo umano e presente in forma libera (non legata) in alcuni alimenti come ad esempio i pomodori, la salsa di soia e alcuni formaggi. L'EFSA ha valutato nuovamente la sicurezza dei glutammati utilizzati come additivi alimentari e ha calcolato una dose giornaliera ammissibile (DGA) di 30 mg/kg di peso corporeo per tutti i sei additivi. Tale livello di sicurezza si basa sul dosaggio più elevato al quale gli scienziati non hanno osservato effetti nocivi in animali di laboratorio nel corso degli studi di tossicità. Attualmente nell’UE non esiste uno specifico livello numerico di sicurezza (ADI) per l’assunzione di acido glutammico e glutammati utilizzati come additivi alimentari.

 

fonte:

http://www.efsa.europa.eu/it/press/news/170712

http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.2903/j.efsa.2017.4910/epdf

 

 

Gli attuali livelli di sicurezza per nitriti e nitrati aggiunti alla carne e altri alimenti tutelano a sufficienza i consumatori, conclude l'EFSA dopo averne riesaminato la sicurezza. L'esposizione dei consumatori ai nitriti e nitrati come additivi alimentari rientra nei livelli di sicurezza per tutte le fasce della popolazione, fatta eccezione per un lieve superamento nei bambini la cui dieta sia basata su un’elevata quantità di alimenti contenenti tali additivi. Tuttavia, se si considerano tutte le fonti alimentari di nitriti e nitrati, i livelli di sicurezza (DGA) potrebbero essere superati per tutte le fasce d'età. I sali di sodio e potassio di nitriti e nitrati (da E249 a E252) sono autorizzati nell’UE come additivi alimentari. Vengono addizionati a prodotti a base di carne, pesce e formaggio per ostacolare la crescita microbica, in particolare per proteggere dal botulino, ma anche per mantenere il colore rosso della carne e migliorarne il gusto. Il nitrato è anche naturalmente presente ad alte concentrazioni in alcune verdure e può entrare nella catena alimentare come contaminante ambientale, soprattutto nell'acqua.

 

Fonte:

http://www.efsa.europa.eu/it/press/news/170615-0