L’Osservatorio Epidemiologico dell’IZS Lazio e Toscana ha pubblichiamo il Report Bluetongue nel Lazio nel 2016, che illustra anche la situazione epidemiologica in Europa e in Italia. Il documento si articola in diversi paragrafi nei quali si evidenzia la situazione nazionale e internazionale della malattia. La Bluetongue è una malattia virale che colpisce i ruminanti trasmessa da insetti del tipo Culicoides. E’ comparsa per la prima volta in Italia nel 2000, in Sardegna, per poi diffondersi alle altre regioni, causando ingenti danni al patrimonio ovino. La pecora è la specie più sensibile all’infezione e presenta sintomi clinici anche gravi; caprini e bovini vengono infettati ma sono più resistenti e generalmente la malattia trascorre con sintomi lievi o assenti. La specie bovina è però importante dal punto di vista epidemiologico in quanto, una volta infettata dal vettore, manifesta una viremia di lunga durata, che la rende un serbatoio dell’infezione in grado di garantire la sopravvivenza del virus nei periodi meno favorevoli dal punto di vista climatico.

 

Fonte:

http://www.izslt.it/blog/2017/05/02/report-sulla-bluetongue-nel-lazio/

 

La Regione Veneto estende la possibilità di utilizzare il marchio QV ai prodotti lattiero-caseari come formaggi freschi, butto, yogurt, mozzarella, stracchino. Non solo il latte, ma anche i prodotti derivati della filiera casearia potranno essere sottoposti alle procedure di qualità e riportare in etichetta il logo regionale (Qualità Verificata) che ne garantisce il rispetto. Il nuovo disciplinare di produzione del latte crudo vaccino e derivati del sistema “Qualità Verificata” include i requisiti per la produzione del latte crudo vaccino e dei relativi prodotti derivati (latte alimentare, burro, panna, latticini, formaggi a diverso grado di stagionatura, yogurt, gelati, ecc.) e va a sostituire il disciplinare vigente, concernente la sola produzione di latte crudo e latte alimentare vaccino.

 

Fonte:

http://www.cibariaweb.it/2017/05/03/veneto-estensione-del-marchio-qv-anche-a-formaggi-e-prodotti-lattiero-caseari/?ref=home

La recente decisione della Francia di raccomandare il sistema Nutri-Score, un semplice sistema di etichettatura che utilizza codici a colori per guidare i consumatori a colpo d'occhio sul valore nutrizionale dei prodotti alimentari, segna un importante risultato per la nutrizione nella regione Europea dell'OMS. Sarà costruito su altri sforzi in corso nel paese per creare ambienti alimentari sani. Gli alimenti sono classificati secondo un punteggio espresso in lettere (dalla A alla E), abbinato a un colore (da verde scuro a rosso intenso), attribuito in base al valore nutrizionale, considerando i componenti “buoni” o “cattivi”.

Fonte:

http://www.euro.who.int/en/health-topics/disease-prevention/nutrition/news/news/2017/03/france-becomes-one-of-the-first-countries-in-region-to-recommend-colour-coded-nutrition-labelling-system

http://www.ilfattoalimentare.it/etichette-a-semaforo-francia-nutrizione.html

 

Dal 19 aprile è entrato in funzione il nuovo sistema di certificazione elettronica dei prodotti biologici importati nell’Unione europea. Per un periodo transitorio di sei mesi, il sistema cartaceo e quello elettronico coesisteranno; dal 19 ottobre 2017 le importazioni biologiche saranno coperte solo dalla certificazione elettronica. Il nuovo sistema Traces (Trade Control and Expert System) per i cibi biologici è stato introdotto dal Regolamento europeo 2016/1842, dopo che un’indagine della Corte dei conti europea del 2012 sul sistema di controllo della produzione, trasformazione, distribuzione e importazione di prodotti biologici, aveva rilevato numerose falle nel sistema di tracciabilità in vigore nell’Ue, a causa di insufficienza nel sistema dei controlli e nello scambio di informazioni tra Stati.

Fonte:

http://www.ilfattoalimentare.it/prodotti-biologici-certificazione-elettronica.html

 

ROMA - Scacco matto all''antibiotico resistenza' negli animali da reddito, dai polli ai suini, con la nuova campagna di Coop 'Alleviamo la salute' che coinvolgerà in un anno più di 14 milioni di capi. Presentata questa mattina al ministero delle Politiche agricole, l'iniziativa della prima azienda della moderna distribuzione in Italia - 8,5 milioni di soci e 1.110 punti vendita - parte dal fatto che gli animali che vivono meglio hanno meno bisogno di essere curati; da qui rivoluzionare la gestione degli allevamenti e migliorare il livello di benessere dei capi per ridurre, e quando possibile eliminare, l'uso di antibiotici per preservare la salute pubblica. L'operazione coinvolge 1600 allevamenti, gli stessi da cui provengono le filiere di carne a marchio Coop interessate da un processo che andrà avanti per step.

 

Fonte:

http://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/postit/Coop/2017/04/27/coop-stop-antibiotico-resistenza-da-allevamento-a-scaffale_a4d00f8f-74e0-4c34-b223-2268575e4c4e.html