Un clima pazzo. Questa la definizione di un produttore di un'azienda agricola del foggiano (Puglia): "Soprattutto nelle zone di Canosa e Cerignola, nell'arco di una settimana si sono presentati repentinamente freddo e gelo. A pagarne le spese, terreni di albicocche e pesche, colpiti fortemente dalla grandine, e orticole, tra cui pomodori". Il freddo fuori stagione ha messo in ginocchio il comparto ortofrutticolo tra Caserta e Napoli. Ortaggi completamente bruciati nell'agro aversano. Colpiti in particolare verdure, patate e pomodori, con raccolti irrecuperabili.

 

Fonte:

http://www.freshplaza.it/article/90388/Maltempo-i-danni-al-Sud-ci-sono,-ma-la-situazione-sara-chiara-solo-tra-qualche-giorno

 

Due confezioni di latte a lunga conservazione su tre sono già in regola con la nuova etichetta di origine che consente di smascherare il latte straniero spacciato per italiano. E’ quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti che ha raccolto i campioni di latte in vendita nei principali supermercati e negozi italiani, in occasione dell’entrata in vigore dell’obbligo di indicare obbligatoriamente in etichetta l’origine del latte e dei prodotti lattiero-caseari prevista dal decreto “Indicazione dell’origine in etichetta della materia prima per il latte e i prodotti lattieri caseari, in attuazione del regolamento (UE) n. 1169/2011”. Il provvedimento riguarda – spiega la Coldiretti – l’indicazione di origine del latte o del latte usato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari, si applica al latte vaccino, ovicaprino, bufalino e di altra origine animale e prevede l’utilizzo in etichetta delle seguenti diciture:

a) “Paese di mungitura”: nome del Paese nel quale è stato munto il latte;

b) “Paese di confezionamento e trasformazione”: nome del Paese nel quale il latte è stato condizionato o trasformato.

 

Qualora il latte o il latte usato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari sia stato munto, condizionato o trasformato, nello stesso Paese, l’indicazione di origine può essere assolta con l’utilizzo della seguente dicitura: “origine del latte”: nome del Paese. Se invece le operazioni indicate avvengono nel territorio di più Paesi membri dell’Unione europea, per indicare il luogo in cui ciascuna singola operazione è stata effettuata, possono essere utilizzate – precisa la Coldiretti – le seguenti diciture: “latte di Paesi UE” per l’operazione di mungitura, “latte condizionato o trasformato in Paesi UE” per l’operazione di condizionamento o di trasformazione.

 

Fonte:

http://www.coldiretti.it/News/Pagine/318---18-Aprile-2017.aspx

 

Il commercio dei crostacei vivi implica tenere questi animali vivi dopo la cattura e/o l'allevamento fino alla vendita al consumatore finale. Da un punto di vista del benessere animale, l'Unione Europea include i cefalopodi nella direttiva 2010/63/EU on sulla protezione degli animali usati a scopo scientifico, ma non esistono ulteriori regolamenti sui crostacei nella legislazione Europea.Lo studio analizza le misure dei regolamenti comunali Italiani sul benessere animale dei crostacei. Solo 62 dei 110 siti web comunali delle provincie presenta un regolamento per la salvaguardia del benessere animale. Questi regolamenti contengono diverse regole: caratteristiche e gestione degli acquari, mantenimento delle specie vive acquatiche, macellazione e/o soppressione delle specie acquatiche e crostacei, legatura delle chele dei crostacei e come cucinare i crostacei. L'analisi dei regolamenti comunali in Italia sul benessere del crostacei mostra che le disposizioni sono poco chiare e coerenti e mancano linee guida scientifiche.

 

Fonte:

http://www.alimenti-salute.it/notizie.php?sezionericerca=12&cercacategoria=0

 

http://213.174.182.176/informo/public/6228-29384-3-PB.pdf

Sulla GU 3 aprile 2017, n. 78 è stata pubblicata la Circolare Ministeriale 24 febbraio 2017 “Disposizioni applicative del decreto 9 dicembre 2016concernente l'indicazione dell'origine in etichetta della materia prima per il latte e i prodotti lattiero-caseari, in attuazione del regolamento (UE) n.1169/2011”.

Tale norma chiarisce alcuni dubbi interpretativi circa le modalità applicative delle disposizioni recate dal decreto interministeriale 9 dicembre 2016 concernente l'indicazione dell'origine in etichetta della materia prima per il latte e i prodotti lattiero-caseari.

Con riferimento alle disposizioni recate dall'art. 1 del suddetto decreto viene confermato quanto segue: 
- per «tutti i tipi di latte» si intende il prodotto della mungitura delle specie animali indicate nella nota all'allegato 1 del decreto stesso; 
- è escluso dal campo di applicazione del decreto il latte fresco disciplinato ai sensi del decreto 27 maggio 2004;
- sono esclusi dall'applicazione delle disposizioni i prodotti che non rientrano nei prodotti lattiero-caseari di cui allegato 1 del decreto;
- sono esclusi dal campo di applicazione i prodotti di cui al regime di denominazioni di origine protetta (DOP) e di indicazioni geografiche protette (IGP).

 

Fonte:

http://sostanzealimentari.arsedizioni.it/public/1badf92d-1119-e711-9433-00155d4dae05/indicazione-origine-in-etichetta-del-latte-pubblicata-circolare-di-chiarimento/

 

La Commissione europea, sulla GUUE L 92 del 6 aprile 2017, ha pubblicato il regolamento (UE) n. 2017/644 del 5 aprile 2017, che stabilisce i metodi di campionamento e di analisi per il controllo dei livelli di diossine, PCB diossina-simili e PCB non diossina-simili in alcuni prodotti alimentari e che abroga il regolamento (UE) n. 589/2014.

Il presente regolamento, nell’allegato II, stabilisce nuovi metodi di campionamento e di analisi per il controllo dei livelli di diossine, furani, PCB diossina-simili e PCB non diossina-simili nei prodotti alimentari elencati nella sezione 5 dell'allegato del regolamento (CE) n. 1881/2006.

Mentre la preparazione dei campioni e le analisi per il controllo dei livelli di diossine, furani e PCB diossina-simili nei prodotti alimentari sono effettuate secondo i metodi di cui all'allegato III del presente regolamento.

Infine l'art.5 abroga il regolamento 589/2014 “Regolamento (UE) n. 589/2014 della Commissione, del 2 giugno 2014, che stabilisce i metodi di campionamento e di analisi per il controllo dei livelli di diossine, PCB diossina-simili e PCB non diossina-simili in alcuni prodotti alimentari e che abroga il regolamento (UE) n. 252/2012".

Il presente regolamento entra in vigore il 26 aprile 2017.

 

 

Fonte:

http://sostanzealimentari.arsedizioni.it/public/65a84996-a91a-e711-9433-00155d4dae05/analisi-diossine-e-pcb-nuovo-regolamento-ue/