La strategia EUROPA 2020 punta a rilanciare l'economia dell'UE nel prossimo decennio. In un mondo che cambia, l'Unione Europea propone un modello di economia intelligente, sostenibile e solidale per aiutare l'Unione e gli Stati membri a conseguire elevati livelli di occupazione, produttività e coesione sociale. In questo ambito l'intera disciplina sui rifiuti verrà riformata.

E proprio domenica 05 febbraio è stata celebrata la giornata contro lo spreco alimentare. Si comincia a parlare di economia circolare, dove i prodotti mantengono il loro valore aggiunto il più a lungo possibile e non ci sono rifiuti. Quando un prodotto raggiunge la fine del ciclo di vita, le risorse restano all'interno del sistema economico, in modo da poter essere riutilizzate più volte a fini produttivi e creare così nuovo valore.

Fonte:

 

http://www.freshplaza.it/article/88381/Scarti-vegetali-delle-strutture-ortofrutticole,-quando-e-come-destinarli-alla-mangimistica

Italiani amano portare in tavola i prodotti Made in Italy (74,1%) e quelli di stagione (80,4%). Sempre più spesso si controlla l’etichetta (75,4%) e si evitano prodotti di marche sconosciute (66,9%). Tra i nuovi stili alimentari la dieta priva di carne è seguita dal 7,6% delle persone. Nell’acquisto di beni alimentari gli italiani prediligono i prodotti Made in Italy (74,1%). Molti (53,1%) acquistano spesso prodotti con marchio Dop, Igp, Doc. Inoltre la metà dei casi (59,3%) ad essere privilegiati sono i prodotti a km zero e nell’80,4% quelli di stagione. Il 7,6% del campione segue una dieta vegetariana o vegana. In particolare, il 4,6% degli intervistati si dichiara vegetariano (-2,5% rispetto al 2016) mentre i vegani giungono il 3% (erano l’1%).

 

Fonte:

 

http://www.eurispes.eu/content/eurispes-rapporto-italia-2017-tavola-gli-italiani-amano-il-made-italy-741-e-i-prodotti-di

A partire dal 15 luglio 2017 le acque destinate al consumo umano dovranno rispettare il nuovo valore di parametro precauzionale introdotto per il cromo esavalente (10µg/l). La novità è stabilita dal Decreto del Ministero della Salute del 14 novembre 2016 che integra la voce relativa al cromo esavalente nella tabella B (parametri chimici) dell’allegato I al Dlgs 31/2001. Il nuovo valore “provvisorio” per il cromo esavalente è stato approvato in quanto misura precauzionale di gestione del rischio “sulla base delle misure recentemente adottate nel Regno Unito”. La norma precisa che la ricerca del cromo esavalente dovrà essere effettuata nel caso in cui il parametro Cromo superi i 10µg/l (il valore di parametro già vigente per il cromo è pari a 50 µg/l).

Fonte:

http://www.ceirsa.org/leggitutto.php?idrif=773

file:///C:/Users/Amministratore/Downloads/-..-area_protetta-ceirsa-201701-DM_14_novembre_2016.pdf

 

 

I vitelli da latte alimentati con latte di mucche sottoposte a terapia antibiotica hanno maggior probabilità di espellere batteri resistenti attraverso le feci rispetto a quelli che non lo sono stati.

E’ questa una delle conclusioni di un parere scientifico EFSA sul rischio di resistenza agli antimicrobici associata alla somministrazione di latte con residui di antimicrobici ai vitellini. Tale latte non è consentito per il consumo umano, ma è ammesso per nutrire i vitelli.

L'uso di antimicrobici nelle vacche da latte per prevenire e curare le infezioni della mammella è prassi comune nell’Unione europea.

 

Fonte:

 

http://www.efsa.europa.eu/it/press/news/170127

http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.2903/j.efsa.2017.4665/full

Da gennaio i laboratori di diagnostica dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie effettueranno il test di sensibilità nei confronti degli antimicrobici mediante l’esecuzione della MIC (misurazione della minima concentrazione inibente). Questo test sostituirà l’esecuzione dell’antibiogramma con il metodo Kirby Bauer per le specie a carattere zootecnico (bovino, ovi-caprino, suino, avicolo e cunicolo).

Fonti:

http://www.alimenti-salute.it/notizie.php?id=240&stat=1862